Minoranza all’attacco di Fiorini:”L’amministrazione si contraddistingue per arroganza”

Al centro delle polemiche le scelte fatte in questi giorni di allerta

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Non si placano le polemiche intorno alla scelta del sindaco Fiorini di tenere aperte le scuole nonostante l’allerta meteo, nonostante lo stesso sindaco nella giornata di ieri abbia spiegato la propria scelta.

Ad alimentarle è la minoranza, che ha diffuso un comunicato ai media dai toni abbastanza forti e decisi. “Ogni evento ha le sue caratteristiche, tutte difficilmente prevedibili. Come al solito questa amministrazione si contraddistingue per la sua arroganza”, recita una parte del comunicato stampa rilasciato ai media.

“Nonostante l’allerta arancione e l’appena conclusa allerta rossa che ha provocato gravissimi danni a strutture e territorio, per l’ennesima volta il sindaco di Spotorno ha mantenuto aperte le scuole. Ovviamente senza considerare che la prevista abbondante pioggia potesse sommarsi alla situazione precaria già in essere e senza considerare quali conseguenze avrebbe potuto creare, perché ogni evento ha le sue caratteristiche difficilmente prevedibili, nonostante i modelli matematici a cui si fa riferimento”, si legge nel comunicato firmato dai tre gruppi di minoranza.

E ancora:”Oggi, infatti, si sono avuti degli allagamenti nei cortili della scuola secondaria e della scuola primaria. Le rappresentanti di classe della scuola primaria hanno avvisato i genitori che l’uscita degli alunni doveva essere deviata dal cancello del retro per l’allagamento del cortile scolastico, a dimostrazione che sia difficile controllare gli eventi climatici. Così come poteva accadere l’allagamento della scuola esponendo i bambini ad un inutile rischio. Per questo crediamo sia utile un atteggiamento più cauto e rispettoso degli alunni, degli studenti e delle famiglie”.

“Crediamo infine che il sindaco, anziché fare valutazioni ponderate, come la situazione appena descritta imporrebbe, si distingua costantemente per la sua inesauribile presunzione”, hanno concluso nel comunicato Matteo Marcenaro, Franco Riccobene e Franco Bonasera.

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