Caso Azimut, respinto il patteggiamento per Gianni Spotorno

Spotorno era stato licenziato da Azimut a marzo dello scorso anno per “operazioni sospette”, poi rivelatesi vere e proprie truffe

Spotorno. Nella mattinata di ieri, durante il processo nei confronti di Gianni Spotorno, sono state ammesse le parti civili che si sono costituite nell’udienza contro l’ex promotore finanziario di Azimut. Spotorno era stato arrestato a settembre 2019, circa 5 mesi dopo i fatti contestati, con le accuse di riciclaggio e appropriazione indebita.

Il caso Azimut scatenò un terremoto nella giunta Fiorini e nel paese intero, con molte famiglie spotornesi che ci rimetterono svariati milioni di euro. I sequestri di beni e disponibilità finanziarie, infatti, si attestarono intorno ai 3.5 milioni di euro.

Nella prima udienza davanti al giudice Giorgia Felisatti, Azimut responsabile civile nel processo, ha richiesto di potersi costituire come parte civile chiedendo un risarcimento per il danno patrimoniale e d’immagine che Spotorno avrebbe creato, ma l’avvocato difensore dell’imputato si è opposto in quanto sussisterebbe un conflitto d’interessi. Per queste motivazioni il giudice deciderà nella prossima udienza.

Per quanto riguarda la richiesta di patteggiamento avanzata dall’imputato, è stata respinta sia dal Pm che dal giudice Felisatti. La prossima udienza è fissata per il 17 novembre.

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