Tre turiste scrivono a Fiorini: “Allontanate dalla spiaggia libera, qual è il senso dei divieti?” – LETTERA

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Al Sindaco di Spotorno

Egregio Signor Sindaco, Le chiediamo alcune delucidazioni sulle disposizioni relative alla fruibilità delle spiagge nel suo Comune. Siamo tre amiche che ieri si sono avventurate per una giornata di mare fino a Bergeggi dove siamo state fatte allontanare da uno spazio, a circa un metro dalla battigia di uno stabilimento denominato Bahia Blanca, al cui ingresso era esposto un cartello con la scritta: Spiaggia libera attrezzata.

Che noi sappiamo, se la spiaggia è libera, libero è lo spazio, mentre chiaramente sono a noleggio le attrezzature (ombrelloni e lettini) oltre ai diversi servizi, bar, ristorazione ecc…

Le chiediamo altresì se in un tale spazio sia da garantire la maggior superficie ad “attrezzature” benché non utilizzate e tuttavia dispiegate fino al limite della riva e se sia corretto mandare via persone da quella riva che dovrebbe essere patrimonio di tutti.

Le chiediamo inoltre, perché ci sfugge, quale sia l’obiettivo del divieto di cui siamo state oggetto. Dal funzionario della Polizia Municipale cortesemente raggiunto al telefono da un membro dello staff dello stabilimento Bahia Blanca, abbiamo appreso che le regole sono cambiate in funzione della necessità di contenere il contagio, ma ci sfugge la logica di spingere il maggior numero di persone in uno spazio libero di pochi metri a fronte di uno spazio ben maggiore riservato a lettini vuoti ed ombrelloni aperti. Non risulta che gli ombrelloni possano ammalarsi ne’ di coronavirus ne’ di raffreddore e non risulta che essi possano propagare la malattia all’uomo.

Ci scusiamo molto, ma vorremmo ancora chiederLe come mai su alcune porzioni di spiaggia libera i “recinti” installati per garantire il distanziamento, si trovino molto arretrati rispetto alla riva, a differenza della prima linea di lettini ed ombrelloni degli stabilimenti, posizionati proprio molto vicino alla battigia.

C’è un’altra perplessità, nel percorso lungo il mare, alla ricerca di un piccolo spazio adeguato alle nostre esigenze (vicino all’acqua, distanziamento garantito…) abbiamo attraversato due aree completamente deserte. Una ci pare del club velico, l’altra non ricordiamo. Le chiediamo perciò ancora: se i velisti e gli altri soggetti aventi diritto sono così scarsi da essere invisibili non potrebbero cedere lo spazio ad altri bagnanti, sempre se l’obiettivo è quello di contrastare il contagio col maggior distanziamento fisico, s’intende…

Le saremmo estremamente grate se volesse darci chiarimenti in merito e nel frattempo la salutiamo sperando che Lei e i suoi colleghi dei comuni liguri della costa, insieme alla categoria dei gestori balneari, vogliate riflettere non solo sulla correttezza diciamo etica delle regole emanate, ma anche sul reale ritorno d’immagine e perfino economico di tali norme.

Maura Bassi
Carla Lusenti
Rossana Sanna

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