Spotorno Che Vorrei scrive al sindaco per la terrazza a mare

La minoranza di Spotorno torna all’attacco della giunta. Questa volta, come obiettivo di discussione politica, c’è la ristrutturazione della terrazza a mare, ormai decadente. E’ Spotorno Che Vorrei a presentare un’interpellanza. “Condividiamo, ovviamente, il voler ristrutturare la terrazza a mare. Ciò che non ci piace sono i modi e i tempi imposti. Non ci sembra giusto aprire un cantiere con l’imminente arrivo dell’estate”, sottolinea SCV.

E ancora:”Tra l’altro. durante l’amministrazione Calvi, quando il sindaco Fiorini era assessore ai lavori pubblici, non è mai stata presa in seria considerazione la situazione di grave pericolo nella quale versa la struttura, limitandosi solo ad una previsione di intervento senza nulla di concreto, anche in considerazione che tale struttura negli anni passati ha concesso la possibilità di ospitare sagre e concerti”. Nel comunicato Spotorno Che Vorrei cita anche le strutture alberghiere limitrofe alla terrazza, “strutture che, con un cantiere di fronte, sicuramente rimarranno danneggiate. Per di più nell’unica stagione dove possono creare economia, l’estate appunto”.

Un modello 3D della “Nuova” terrazza a mare

“Inoltre, il Comune stesso aveva rassicurato gli operatori economici della zona, affermando che a fine marzo sarebbero iniziati i lavori e che gli stessi sarebbero terminati entro il mese di giugno”, ricorda l’opposizione. Ma dei lavori, finora, nemmeno l’ombra. Dovevano iniziare i primi di Aprile, ha ricordato Spotorno Che Vorrei, eppure siamo già ai primi di Maggio. “La preoccupazione del gruppo di minoranza, è che la gara vinta dalla ditta, al massimo ribasso, possa nascondere un organico di pochi operai, e pochi mezzi, che porterebbero i lavori oltre la stagione estiva. Ci auguriamo ciò non avvenga. Gli operatori economici della zona sono preoccupati, per la ricaduta e l’eventuale danno a loro cagionato dalla presenza di un cantiere, che come di norma, produce rumore, polvere e disordine, al centro del paese, nel quale, le incompiute, continuano a  troneggiare” .

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