Coronavirus, Arboscello: “Vengano tutelati anche i farmacisti”

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Bergeggi. L’allarme Coronavirus non c’è solo per la popolazione ma bensì anche per quelle persone che, con la popolazione, vengono a contatto ogni giorno.

E in particolare i farmacisti che, come ha ricordato il sindaco di Bergeggi Roberto Arboscello (anche lui farmacista), ora più che mai vengono assaliti da decine di migliaia di persone ogni giorno che richiedono mascherine e tamponi. “Le farmacie liguri e i farmacisti, centinaia di dipendenti, stanno dimostrando di essere un presidio fondamentale sul territorio e dei professionisti utilissimi nei casi di emergenza. Per proseguire il loro lavoro in sicurezza hanno bisogno di essere dotati dei necessari dispositivi di protezione, alla pari degli altri professionisti sanitari, come previsto dal Decreto Legislativo approvato e come concordato dai nostri rappresentanti professionali con la Regione.Per la propria sicurezza e quella della popolazione”, scrive il primo cittadino bergeggino con un post su facebook.

Riguardo i famosi tamponi, Arboscello fa chiarezza: “Ricevo numerose telefonate di colleghi farmacisti che segnalano un notevole accesso in farmacia di persone e bambini che presentando sintomatologie delle vie aeree e febbre richiedono il tampone faringeo. Va messo subito in chiaro che il tampone effettuato in farmacia non riguarda in nessun modo il Coronavirus bensì determina o meno la presenza dello Streptococco“.

Continua: “Questo fatto crea oltremodo grande preoccupazione tra i colleghi, del tutto giustificata. In primis perché l’accesso in farmacia non è in alcun modo regolamentato e regolamentabile. Inoltre il farmacista non può rispettare la distanza minima dal cliente con cui viene direttamente a contatto. Senza considerare che in media accedono giornalmente in farmacia 200 persone, con punte di oltre 1000 in alcuni casi come le farmacie h24”.

Concludendo, Arboscello chiede quindi che i farmacisti vengano tutelati con tutti i D.P.I (dispositivi di protezione individuale) necessari: “Le farmacie hanno dimostrato di essere dei presidi territoriali essenziali in situazioni come queste e i farmacisti dei professionisti in grado di dare risposte serie e concrete alla popolazione. Ma affinché possano svolgere il loro compito la dovuta serietà e competenza è necessario mettere loro nelle condizioni di lavorare con serenità e in sicurezza”.

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