Col fucile in giro per Spotorno: il racconto di chi lo ha disarmato

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In un’intervista rilasciata a IVG, Caio Cèsar ha raccontato com’è riuscito a disarmare l’uomo che due notti fa ha seminato il panico per le vie del paese

Spotorno. Ha scatenato una rissa, minacciato di morte le cameriere di un bar e, infine, seminato il panico davanti a un noto pub di Spotorno. Se G.R, 37enne savonese, è finito in manette e non ha causato feriti è anche grazie a Caio Lima Capelli, che lo ha placcato prima che potesse fare qualcosa di veramente grave.

Ma andiamo con ordine. L’uomo già alle 23 (qui il nostro retroscena) si era reso protagonista in una rissa, dove all’arrivo dei carabinieri aveva opposto resistenza a pubblico ufficiale. Da lì il trasferimento in caserma dove era stato denunciato e poi, poco dopo, rilasciato. Un rilascio che gli ha consentito di tornare verso le 2 in un noto bar del centro per minacciare di morte le cameriere. Successivamente si sarebbe recato in un famoso pub dove avrebbe dato in escandescenza, per poi andarsene e tornarci poco dopo armato di fucile, come ha raccontato ai microfoni di IVG.IT Caio Lima: “Quando si è allontanato ho capito che sarebbe tornato armato in qualche modo. Per questo, quando l’ho visto arrivare, mi sono portato dall’altra parte della strada in modo da avere una visuale migliore. L’ho sorpreso su un fianco e l’ho disarmato”, racconta il giovane portoghese.

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E ancora: “Era già venuto alcune decine di minuti prima ed era arrabbiato, continuava a minacciare i presenti. Abbiamo provato a tranquillizzarlo ma ha ribadito più volte che ‘ci avrebbe fatto vedere chi era, di che pasta era fatto’. Poi si è allontanato. Quando è andato via ho capito che non sarebbe finita lì, che era andato a procurarsi un’arma. Così mi sono mosso di conseguenza”. Da lì una vera e propria imboscata a quell’uomo furioso che minacciava tutti. Imboscata che, con l’aiuto di un buttafuori e di un cliente, ha consentito di disarmare G.R e di consegnarlo ai carabinieri – arrivati con 5 pattuglie sul posto – che lo hanno così trasportato nel carcere di Marassi, a Genova.

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