Benzina cara, Spotorno e Noli tra i benzinai più convenienti: la mappa

Benzina cara, Spotorno e Noli tra i benzinai più convenienti: la mappa


Savona. Raddoppiano le bollette di luce e gas, ma l’aumento dei costi per gli italiani riguarda anche altri settori. Tra cui i carburanti. Non sembra infatti fermarsi la corsa al rialzo, con la benzina che ha oltrepassato la quota di 2 euro al litro in modalità servito e il gasolio quella di 1,9. Ben lontane quindi le tariffe del 2020, quando l’Italia dopo il lockdown aveva ricominciato a muoversi e allora il carburante era molto più conveniente.

Oggi la media nazionale è di 1,835 per la benzina e 1,708 per il gasolio, prezzi record che non si verificavano da 10 anni e che, secondo Assoutenti e Codacons, causano un aumento del 22% delle spese rispetto ai primi mesi del 2021, pari a poco più di 400 euro a famiglia.

Una situazione che sta interessando tutto lo Stivale e ovviamente anche la nostra provincia. Ci siamo dunque chiesti quale è stato l’impatto nel savonese e abbiamo cercato di scattarne una fotografia raccogliendo i dati forniti dagli utenti sull’app Prezzi Benzina. A causa degli aggiornamenti non sempre contemporanei, bisogna tenere conto di un margine di errore, ma i dati (risalenti al 15 e 16 febbraio) permettono comunque di rappresentare uno spaccato verosimile dei prezzi del carburante nella nostra provincia, fornendoci una mappa di dove è più conveniente fare rifornimento tra i quasi 120 distributori presenti nei 69 comuni.

I prezzi più convenienti si trovano in Valbormida, in particolare a Millesimo e Altare dove le tariffe sono al di sotto della media nazionale, così come avviene a Cosseria e in alcuni distributori a Cairo Montenotte e a Carcare. Ci sono poi alcune eccezioni come Dego e Cengio, dove il listino è più alto.

Per trovare prezzi così convenienti bisogna spostarsi di parecchi chilometri verso Ponente e raggiungere Calice Ligure, Loano, Pietra Ligure, Ceriale e Albenga, oppure la più vicina Vado Ligure. In media invece alcuni distributori nel capoluogo, dove si contano ben 24 benzinai. A Savona il prezzo oscilla tra gli 1,837 e gli 1,899: quest’ultima è tra le tariffe più alte della provincia, la ritroviamo anche a Quiliano, leggermente più convenienti invece Spotorno e Noli.

Ma a Ponente troviamo anche la benzina più cara del savonese (oltre 1,9 euro/litro), con i picchi raggiunti in alcuni distributori di Finale Ligure e Ortovero. Per chi abita nel finalese, dunque, meglio rifornirsi a Pietra o Loano, ma non a Borgio o Orco Feglino dove i prezzi superano quelli minimi di Finale e Borghetto. Mentre per i residenti nel territorio ingauno, come detto, la scelta migliore è Albenga sia rispetto ad Alassio che a Villanova e a Garlenda. Sopra la media nazionale anche Laigueglia e Andora.

Per quanto riguarda invece il Levante savonese, il listino più basso si trova a Varazze (ma non in tutti i benzinai). Si equivalgono invece Celle e Albissola, che offrono tariffe più alte di Mioglia e Sassello ma, rimanendo nell’entroterra, non di Stella e Pontinvrea. In ogni caso per chi abita nell’albissolese meglio optare per Savona.

A vincere sul prezzo è ancora la Valbormida grazie a Millesimo e Altare, ma anche nella maggior parte degli altri distributori sul territorio valligiano le tariffe non superano l’1,7 euro/litro.

Sotto la media nazionale anche Loano, Borghetto, Ceriale, Albenga e Savona, ovviamente il discorso non vale in tutti i casi. Anche in queste città bisogna andare a caccia del distributore più economico.

Una ricerca che si fa più difficile a Levante, dove i prezzi sono meno competitivi e mai sotto 1,727 euro al litro. Se raggiungere il capoluogo è troppo scomodo, quindi, meglio optare per Varazze o Celle. Se si è nell’entroterra, invece, le scelte migliori sembrano essere Sassello e Mioglia.

Spostiamoci ora verso la Francia. Al contrario di quanto avviene con la benzina, per il diesel Finale presenta tariffe tra le meno care della provincia e in perfetta media italiana (ma non in tutti i distributori). Stessa situazione a Pietra Ligure e Calice Ligure. Carburante lievemente più caro, ma non come in altre realtà, a Magliolo, Toirano e Tovo San Giacomo. Mentre tornando indietro di qualche chilometro, tariffe simili si incontrano a Vado Ligure; un po’ più alte invece a Quiliano, Noli e Orco Feglino, ma meno di Spotorno.

E il diesel che costa di più? Come per la benzina, anche in questo caso il primato lo vince il Ponente. In alcune città, infatti, il listino raggiunge la quota di 1,799 euro/litro e in altre la supera oltrepassando l’1,8. Stiamo parlando di Ortovero, Garlenda, Villanova d’Albenga e Alassio. Nella Città del Muretto è possibile anche rifornirsi a prezzi più competitivi, sempre che si scelga il benzinaio giusto. Da sottolineare però che prezzi così cari si trovano anche in altre zone del savonese: a Savona, Albenga, Albissola e Stella, infatti, alcuni distributori applicano tariffe simili. Parlando sempre di Ponente, Andora e Laigueglia non sono convenienti, ma nemmeno tra le più care.

Come fanno notare Assoutenti e Codacons, per trovare prezzi così elevati ai distributori bisogna tornare indietro di un decennio: nel 2012 la verde aveva raggiunto il record di 1,830 euro al litro euro al litro. E oggi la media è superiore: 1,835 per la benzina e 1,708 per il gasolio (secondo l’Unc un nuovo primato per il diesel).

“Dall’inizio dell’anno, in un mese e mezzo, un litro di benzina è rincarato di più di 11 cent, pari a 5 euro e 78 cent per un pieno di 50 litri – evidenzia Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori – il Governo non può voltarsi dall’altra parte, urge la riduzione delle accise di almeno 20 centesimi. In tal modo, conteggiando anche l’Iva, si tornerebbe a un valore ragionevole, con la benzina sotto 1,6 euro al litro”, conclude.

L’aumento del prezzo del petrolio, oltre ad aumentare i costi di rifornimento, ha un effetto a cascata anche sulle altre spese dei consumatori. Nel nostro Paese l’85% delle merce è trasportata via gomma e ovviamente i prezzi del trasporto vanno poi ad influire su quelli finali dei prodotti. Senza contare l’aumento dovuto anche ai maggiori costi di produzione per le industrie a causa del caro energia.

“I nuovi record dei carburanti stanno producendo rincari a cascata sui prezzi al dettaglio di una moltitudine di prodotti e pesano come un macigno sulle tasche degli italiani – afferma il presidente di Assoutenti Furio Truzzi -. Il combinato bollette/benzina avrà effetti enormi sul potere d’acquisto dei cittadini, e rischia di determinare nel 2022 una forte contrazione dei consumi da parte delle famiglie“. Truzzi chiede perciò che il governo studi dei provvedimenti volti a contrastare il caro-benzina, “partendo dall’indispensabile sterilizzazione dell’Iva e da una riduzione del peso delle accise, misura che oramai sembra non più rinviabile”.

Il caro carburante non provoca conseguenze solo sui costi di famiglie e imprese. “Se non si provvede ad una risoluzione veloce, questi aumenti comporteranno chiusure di molti impianti di distribuzione carburante”, hanno scritto i benzinai di Angac/Confsal in una lettera inviata al presidente del Consiglio Mario Draghi ai ministri della Transizione Ecologica Roberto Cingolani, dello Sviluppo Economico Giancarlo Giorgetti e delle infrastrutture e della Mobilità Sostenibili Enrico Giovannini.

Nel documento i gestori chiedono un incontro urgente al Governo “al fine di dare il nostro contributo propositivo e costruttivo nella risoluzione della problematica dell’espulsione dal mondo del lavoro di molti lavoratori andando ad aggravare ancor di più la crisi occupazionale”.

Angac/Confsal ricorda come la categoria abbia dimostrato “senso di responsabilità e professionalità nella sua figura di servizio pubblico essenziale” durante la pandemia. “Non ci siamo mai sottratti, durante lo stato d’emergenza di questi 2 anni, a dare il nostro contributo nel presidio del territorio e nel rifornimento di carburante ai cittadini italiani”, scrivono. E poi evidenziano: “ad aggravare oggi lo stato di sofferenza sono il caro carburante, che riduce le vendite, aggrava l’esposizione bancaria e di conseguenza i nostri guadagni, e il caro bollette, che aumenta in modo esponenziale i costi delle nostre aziende”.

Un allarme lanciato anche da Fabio Bertagnini, presidente Faib Confesercenti Liguria che ha sottolineato come i costi siano schizzati alle stelle e i primi a rimetterci sono proprio i benzinai, per cui il guadagno (di 3 centesimi al litro) si riduce ulteriormente.

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